12 marzo 2008

Violenza gratuita?

Mi sento terribilmente in colpa. Ieri mattina, in treno, osservavo il mio micino dentro la gabbietta di fronte a me che si guardava in giro con curiosità: "dove stiamo andando?" sembrava chiedermi. Siamo arrivati dal vetrinario e c'erano un cagnolino che tremava come una foglia e un altro gattone rosso indiavolato. Mentre li guardavo mi chiedevo che cosa potesse passare per la testa del mio gatto in quella situazione.
C'era odore di medicinali e il luogo era piuttosto asettico. L'unica nota di colore erano un paio di libri su cani e gatti. Anche i quadri alle pareti erano in bianco e nero. Lui se ne sarà reso conto? i gatti vedono i colori? o solo i contrasti?
Per due minuti sono rimasta sola con lui nella sala d'aspetto. Mi sono messa la gabbietta sulle ginocchia e ho avvicinato il viso al suo musino. Gli ho accarezzato il naso e le zampine dicendogli di fare il bravo e che sarei tornata presto a prenderlo.
Poi è venuto il nostro turno, siamo entrati e nell'arco di due minuti ero già fuori, sola, senza troppi convenevoli. In fondo si tratta di un interventino facile facile, pensai tra me e me. Ma mentre andavo a casa il senso di colpa ha iniziato a pervadermi. Arrivata a casa ho pulito la ciotola e la tovaglietta, ho cambiato la lettiera e pulito per terra. Volevo che trovasse tutto bello una volta a casa. Ma questo non mi faceva sentire meglio. Ho passato la giornata chiedendomi: "l'avranno già fatto?" come se sotto sotto sperassi di essere ancora in tempo per fermare tutto e riprenderlo così com'è. Un gatto sano, felice, e nella piena capacità dei propri istinti. Continuavo a ripetermi che è per il suo bene. In questo modo non soffrirà dell'essere chiuso in casa, non desidererà scappare, non finirà sotto una macchina... Ma così, a parte il nostro affetto, che cosa gli rimane? Forse senza castrarlo, vivendo all'aperto, anche in una grande città come questa, sarebbe stato più felice. Avrebbe vissuto meno probabilmente, ma cosa conta per un animale? Di cosa si può rendere davvero conto? Fargli una cosa del genere non è bieca violenza nei confronti di un essere indifeso? non è semplice egoismo? Certo, se non lo avessi preso in casa a quest'ora poteva essere già morto. Poteva andargli peggio, ma forse anche meglio. Mi sento un magone incredibile, una pesantezza che mi fa male.
Perchè mi sento così? Con l'altro era stato diverso, l'ho vissuta come un'operazione di routine, una cosa che andava fatta e niente di più. Nessuna colpa. In fondo resta solo un gatto. Un gatto che in una o due settimane avrà già dimenticato questa cosa e non saprà mai che cosa si è perso, che cosa avrebbe potuto vivere e quali emozioni avrebbe potuto provare. Che emozioni provano i gatti? Mi avrà odiata tra ieri e oggi?
Quando siamo andati a riprenderlo era ancora intontito dall'anestesia, ma aveva gli occhi pallati come se si fosse bevuto una caraffa di caffè. Durante il tragitto in macchina emetteva dei flebili miagoli. Mi piangeva il cuore.
Arrivati a casa probabilmente sperava di tornare subito alla normalità, ma il vetrinario ci aveva consigliato di lasciarlo nella gabbietta ancora un po' per far passare l'anestesia completamente. Ha attaccato a dimenarsi per uscire e a miagolare tantissimo... ma mai forte.. come se non ce la facesse.
Continuavo a pensare al giorno precedente che saltellava in giro, giocava con la pallina... e ora era li così. Io gli avevo imposto di stare male. Mi sono chiesta chi fosse la bestia tra noi due. Dopo un po' si quietato. Con le zampine che sporgevano dalla gabbietta. Rassegnato.
L'abbiamo liberato, finalmente, e pian piano è andato in giro. Gli abbiamo messo la ciotola dell'acqua. E' corso verso la ciotola miagolando, probabilmente sperava fosse cibo. Mamma mia, ma è possibile che una cosa del genere dia tutta questa pena? O sono diventata ipersensibile da un giorno all'altro?
Siamo andati a dormire e ho fatto dei sogni orribili che non ricordo minimamente.
Alle 6 e mezza mi ha svegliata miagolando. Gli ho dato la pappa, che si è divorato in 2 minuti, e mi sono rimessa a letto.
Poco dopo mi ha raggiunta e si è accoccolato sul mio cuscino, con la testa tra i miei capelli, come fa di solito. Finalmente faceva le fusa. Mi avrà perdonata? O non avrà neanche davvero capito cosa è successo? Forse non mi associa al dolore che ha provato. Forse non ha provato neanche tanto dolore. Non so. Ma di certo non potrà più essere come prima. Ed è colpa mia. Gli ho tolto qualcosa che gli apparteneva di diritto e che niente potrà ridargli. Ho tradito la sua fiducia.

2 commenti:

Emerald Dragonfly ha detto...

Mamma mia mi hai riportato alla memoria la settimana orribile che ho passato per fare la stessa cosa a luna.
dopo un po' la pena passa, sia per loro (per fortuna) che per noi. alle volte non provo sollievo ad appartenere alla "razza padrona", quella che oramai ha addomesticato flora e fauna e riesce a prendersi mazzate solo quando la natura veramente si arrabbia.
Però la cosa più importante è che il motivo per cui proviamo pena e senso di colpa è che amiamo tantissimo i nostri animali. li proteggiamo e ce ne prendiamo cura perchè siamo perfettamente consapevoli di tutto l'amore e il calore che ci danno.

Anonimo ha detto...

Ti capisco molto bene.
Un anno fa ho avuto la stessa esperienza per la prima volta, non era il mio primo gatto ma gli altri li avevo presi in gattile ed erano già castrati\sterilizzati.
Nei minuti successivi a quando è uscito di casa (non l'ho portato io dal veterinario) una marea di pensieri mi sono passati nella testa, dal senso della vita per un gatto alle motivazioni per cui dovevo o non dovevo fare una cosa del genere.
Ho fatto bene? Ho fatto male? Non lo so, non ne ho idea...

Il problema è che ora so che tante cose del mio bellissimo gattino nero spariranno con lui. Il suo carattere, i suoi gusti e i suoi gesti.
Ad esempio, quando mi guarda dal basso, se gli avvicino la mano alla testa e mi fermo lui sale sulle zampe posteriori per farsi accarezzare, gli altri miei gatti non lo fanno. I suoi cuccioli l'avrebbero fatto? Forse si, forse sarebbero stati ancora più dolci o più belli...ma non lo saprò mai.
Quando lui non ci sarà più non ci sarà niente di lui in questo mondo. Questa è la cosa che mi mette più angoscia e tristezza.

Tuttavia, se non l'avessi fatto castrare (soprassediamo sulle varie malattie e pericoli) e avesse fatto dei cuccioli, chi se ne sarebbe preso cura?
Ricordo che mio zio, una persona molto retta e che stimavo molto, una volta mi raccontò qualcosa che davvero non mi aspettavo: a sua madre piacevano molto i gatti e le piaceva dargli da mangiare cosicchè nel suo parco ce n'erano parecchi. Il problema è che ai tempi non si usava castrarli e allora che fine facevano tutti questi gattini?
A quanto pare, e la cosa mi fa rabbrividire, mio zio era uno degli incaricati a metterli in un sacco e affogarli.
Si lo so, è terribile, inumano e tante altre brutte cose, ma così ha agito e a quei tempi, probabilmente, non c'era nemmeno la cultura per capire se era una barbarie contro quegli animali o no.

Ma allora cos'è peggio? Come si sceglie?

Boh, io non lo so, so che dopo il gattino avrei dovuto far sterilizzare la gattina ma ancora non l'ho fatto.
Vorrei poter prendere queste decisioni a cuor leggero come tanti altri fanno, dicendo 'sono solo animali', ma a sta frase c'ho sempre creduto poco.

Mad Jules