Elezioni. Come al solito c'è il ricambio. una volta di qua, una volta di la.. e noi italiani rimbalziamo come palline da tennis da una parte all'altra dell'arena politica.
Ma... immaginiamo che questo non sia possibile. Immaginiamo che le persone al governo debbano cambiare ad ogni elezione drasticamente... non perché non possano più essere politici ma perché non possono governare nello stesso paese!
Prendiamo l'Europa nel suo insieme. O meglio l'Unione Europea. 27 paesi. Se le elezioni politiche venissero coordinate e fatte coincidere nello stesso momento, si potrebbe fare una rivoluzione. Mettiamo che il paese 1 abbia votato il governo A. Se prendiamo questo governo A e lo trasferiamo nel paese 2, il governo si ritroverà a dover lavorare in un paese esterno apportando modifiche statali più o meno positive che cmq si distinguerebbero da quelle del precedente governo. Questo perchè non si tratterebbe solo di un passare da destra a sinistra, ma di un totale stravolgimento della classe politica. Trasliamo questo ragionamento a tutti i 27 paesi e sovrapponiamo il "cerchio dei paesi" al cerchio dei governi" sfalsandoli di un posto. Questo significherebbe che tutti i paesi avrebbero un governo diverso dal proprio ordinario. Passano 4 anni (all'interno dei quali, le eventuali crisi di governo verrebbero risolte sempre dai due poli presenti in quel quadriennio). Gli elettori del paese 2 si ritrovano a votare l'operato del governo A che hanno appena avuto, ma non voteranno per se stessi. Bensì, il loro voto decidera il polo del governo A che andrà a governare nel paese 3 e, a loro volta, verranno governati dal partito scelto dagli elettori di un altro paese. Oltre ad essere chiamati a votare, i cittadini avranno anche l'obbligo di dare un giudizio complessivo sull'operato di quel governo, una sorta di credenziale per il paese che si ritroverà quella classe politica. In questo modo, quadriennio dopo quadriennio, il giudizio verso ogni classe politica aumenterà o diminuirà a seconda del favore che avrà incontrato nel paese in cui avrà governato di volta in volta. Questo porterà ad una sorta di classifica generale delle classi politche data dal consenso dell'Europa intera.
Quali sono i vantaggi di questo sistema politico?
I politici saranno portati a lavorare meglio per due ragioni principalmente:
1. verranno messi a confronto ad ogni elezione con le classi politiche degli altri stati (visto che i cittadini avranno avuto modo di sperimentare i diversi governi sulla propria pelle). Non solo tra destra e sinistra, ma anche tra sinistre diverse e destre diverse. Questo farà scattare una sorta di competizione per non perdere di credibilità a livello internazionale.
2. il fatto di governare in un paese diverso dal proprio, dove non si hanno proprietà, lavori con conflitto di interessi e possibilità di creare reti parallele (nell'arco di soli 4 anni risulterebbe difficile porne le basi) faciliterebbe la realizzazione di una reale strategia di miglioramento pubblico non condizionato da interessi personali. Anche perchè l'interesse personale principale sarebbe quello di ottenere consensi e prestigio. La commissione europea, o una commissione creata ad hoc, dovrebbe controllare la affidabilità del singolo, pena l'estraniazione dall'attività governativa. Ogni governo partirebbe dalle basi create dal governo di un altro stato e da li dovrebbe cercare di risolvere eventuali criticità o portare avanti le scelte migliori già collaudate.
Da un punto di vista economico tutti i politici europei, a seconda della carica ricoperta, avranno lo stesso stipendio. Se il loro operato sarà stato valido potranno continuare a svolgere lo stesso compito allo stesso livello o maggiore. Se il loro operato non avrà incontrato il favore pubblico retrocederanno la propria carica, guadagnando di conseguenza uno stipendio inferiore.
Un altro vantaggio sarebbe una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini che, conoscendo le diverse possibilità ottenibili, potranno essere più critici senza lasciarsi trascinare dagli eventi. Questo meccanismo porterà, inoltre ad una reciproca conoscenza tra stati. Le pratiche migliori sperimentate in un stato, potranno essere adottate in altri stati andando a eliminare le pratiche fallimentari (riguardo a lavoro, scuola, salute, economia, infrastrutture pubbliche, mezzi di trasporto etc). La reciproca conoscenza abbatterebbe i muri eretti dai pregiudizi e migliorebbe la tolleranza tra culture e società diverse. I politici dovrebbero ampliare i propri orizzonti imparando le lingue dei paesi in cui andrebbero e, come dei turisti, sarebbero spronati a conoscere al meglio il paese in cui dovrebbero operare (al contrario di quanto fanno generalmente, per pigrizia, gli abitanti autoctoni. Dovranno avere una grande elasticità per mettersi in gioco e svolgere un arduo compito come guidare un paese sconosciuto ma lo farebbero con maggiore oggettività, coerenza ed imparzialità. Tutta la classe politica ne guadagnerebbe in qualità. Forse così otterremmo una società + equa e giusta.
Ma... immaginiamo che questo non sia possibile. Immaginiamo che le persone al governo debbano cambiare ad ogni elezione drasticamente... non perché non possano più essere politici ma perché non possono governare nello stesso paese!
Prendiamo l'Europa nel suo insieme. O meglio l'Unione Europea. 27 paesi. Se le elezioni politiche venissero coordinate e fatte coincidere nello stesso momento, si potrebbe fare una rivoluzione. Mettiamo che il paese 1 abbia votato il governo A. Se prendiamo questo governo A e lo trasferiamo nel paese 2, il governo si ritroverà a dover lavorare in un paese esterno apportando modifiche statali più o meno positive che cmq si distinguerebbero da quelle del precedente governo. Questo perchè non si tratterebbe solo di un passare da destra a sinistra, ma di un totale stravolgimento della classe politica. Trasliamo questo ragionamento a tutti i 27 paesi e sovrapponiamo il "cerchio dei paesi" al cerchio dei governi" sfalsandoli di un posto. Questo significherebbe che tutti i paesi avrebbero un governo diverso dal proprio ordinario. Passano 4 anni (all'interno dei quali, le eventuali crisi di governo verrebbero risolte sempre dai due poli presenti in quel quadriennio). Gli elettori del paese 2 si ritrovano a votare l'operato del governo A che hanno appena avuto, ma non voteranno per se stessi. Bensì, il loro voto decidera il polo del governo A che andrà a governare nel paese 3 e, a loro volta, verranno governati dal partito scelto dagli elettori di un altro paese. Oltre ad essere chiamati a votare, i cittadini avranno anche l'obbligo di dare un giudizio complessivo sull'operato di quel governo, una sorta di credenziale per il paese che si ritroverà quella classe politica. In questo modo, quadriennio dopo quadriennio, il giudizio verso ogni classe politica aumenterà o diminuirà a seconda del favore che avrà incontrato nel paese in cui avrà governato di volta in volta. Questo porterà ad una sorta di classifica generale delle classi politche data dal consenso dell'Europa intera.
Quali sono i vantaggi di questo sistema politico?
I politici saranno portati a lavorare meglio per due ragioni principalmente:
1. verranno messi a confronto ad ogni elezione con le classi politiche degli altri stati (visto che i cittadini avranno avuto modo di sperimentare i diversi governi sulla propria pelle). Non solo tra destra e sinistra, ma anche tra sinistre diverse e destre diverse. Questo farà scattare una sorta di competizione per non perdere di credibilità a livello internazionale.
2. il fatto di governare in un paese diverso dal proprio, dove non si hanno proprietà, lavori con conflitto di interessi e possibilità di creare reti parallele (nell'arco di soli 4 anni risulterebbe difficile porne le basi) faciliterebbe la realizzazione di una reale strategia di miglioramento pubblico non condizionato da interessi personali. Anche perchè l'interesse personale principale sarebbe quello di ottenere consensi e prestigio. La commissione europea, o una commissione creata ad hoc, dovrebbe controllare la affidabilità del singolo, pena l'estraniazione dall'attività governativa. Ogni governo partirebbe dalle basi create dal governo di un altro stato e da li dovrebbe cercare di risolvere eventuali criticità o portare avanti le scelte migliori già collaudate.
Da un punto di vista economico tutti i politici europei, a seconda della carica ricoperta, avranno lo stesso stipendio. Se il loro operato sarà stato valido potranno continuare a svolgere lo stesso compito allo stesso livello o maggiore. Se il loro operato non avrà incontrato il favore pubblico retrocederanno la propria carica, guadagnando di conseguenza uno stipendio inferiore.
Un altro vantaggio sarebbe una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini che, conoscendo le diverse possibilità ottenibili, potranno essere più critici senza lasciarsi trascinare dagli eventi. Questo meccanismo porterà, inoltre ad una reciproca conoscenza tra stati. Le pratiche migliori sperimentate in un stato, potranno essere adottate in altri stati andando a eliminare le pratiche fallimentari (riguardo a lavoro, scuola, salute, economia, infrastrutture pubbliche, mezzi di trasporto etc). La reciproca conoscenza abbatterebbe i muri eretti dai pregiudizi e migliorebbe la tolleranza tra culture e società diverse. I politici dovrebbero ampliare i propri orizzonti imparando le lingue dei paesi in cui andrebbero e, come dei turisti, sarebbero spronati a conoscere al meglio il paese in cui dovrebbero operare (al contrario di quanto fanno generalmente, per pigrizia, gli abitanti autoctoni. Dovranno avere una grande elasticità per mettersi in gioco e svolgere un arduo compito come guidare un paese sconosciuto ma lo farebbero con maggiore oggettività, coerenza ed imparzialità. Tutta la classe politica ne guadagnerebbe in qualità. Forse così otterremmo una società + equa e giusta.
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