6 maggio 2010

Le conseguenze della laurea

I più attenti e ferrati cinematograficamente potranno notare nel titolo il sottile riferimento ad un film che ha conquistato, nella mia personale classifica, il premio per la sceneggiatura più pallosa mai ideata e la nomination a peggior film del decennio. Le sensazioni di malessere lasciate dalla visione di questa pellicola mi hanno arrecato anche notevoli fastidi sia a livello fisico che psicologico dati dalla tristezza infinita che mi ha appiccicato addosso per giorni il personaggio protagonista. Inoltre si tratta di una storia lenta come la morte. Ecco perchè non lo consiglierei mai a nessuno e ogni volta che viene citato in una conversazione provoca ilarità. Come il ricordo di una disavventura passata che a distanza di anni non può che far sorridere. Ecco, tutte queste sensazioni mi riportano alla mia condizione attuale di neo laureata. Anzi no, neo disoccupata, meglio.

Quando i bambini superano l'infanzia, diciamo per il sesto compleanno, i genitori dovrebbero regalare un manualetto di avvertenze e controindicazioni da poter consultare prima di affrontare delle fasi importanti della propria vita. Il manualetto ovviamente sarebbe assolutamente soggettivo e basato sull'esperienza diretta dei genitori, ma almeno darebbe un'idea di quello che si ha davanti.
Tipo:
"Per affrontare le elementari: i compagni di classe sanno essere estremamente infidi e falsi pur di vendere un tuo segreto per ottenere un puffo gratis". Certo, può apparire criptico e il seienne che dovesse usufruire di questo prezioso indizio dovrebbe mostrare una certa intelligenza che lo porterebbe probabilmente a farne cattivo uso e prendere la parte del laido venditore. Inoltre il genitore furbo dovrebbe sostituire il puffo della propria infanzia con il gormito attualmente di moda.
Man mano elargire perle di saggezza dovrebbe diventare più facile in quanto l'adolescente in crescita dovrebbe già essere in grado di comprendere le dinamiche di interazione sociale e quanto sia facile essere fregati ripetutamente. Certo ci sarebbe anche il classico rifiuto a tutti i costi delle regole imposte dai genitori ma è auspicabile che questo comportamento vada fuori moda visto che, oggigiorno, tutti fanno quello che gli pare dall'età che vogliono.
Alle medie un consiglio evergreen sarebbe "non farti fotografare in nessuna occasione perchè ogni scatto tra gli 11 e i 14 anni ti si rivolterà contro in futuro".
Con la crescita poi i consigli dovrebbero ramificarsi notevolmente a seconda delle sfere di interesse del soggetto preso in considerazione, ma nulla vieta al genitore attento di accludere nuove appendici riguardanti relazioni sentimentali, amicizie vere/false, fumo, droga, alcol e banalità varie. Certo, c'è modo e modo di affrontarle anche a seconda delle esperienze dirette del genitore ma il vero unico avvertimento importante è

"considera tutti i pro e i contro del fare l'università.
pro:
- ti fai una cultura anche se la apprezzerai in pieno solo mooolto più tardi;
- conoscerai un sacco di ragazzi. Prima o poi qualcuno che valga arriva;
- deciderai ogni giorno quello che vuoi fare, compreso dormire fino alle 11;
- non dovrai sederti troppo presto davanti alla stessa scrivania che ti opprimerà per il resto della tua vita (uhm.. questo pro probabilmente è da abrogare a seguito della Legge Biagi);
- ti pagheranno di più (idem come sopra).
contro:
- studiare e basta stufa;
- ogni giorno in cui non studi ti affligge un pesante senso di colpa;
- l'università costa. anche quella pubblica. più di mille euro all'anno. se non finisci in 5 anni, specialistica compresa, stai buttando via soldi, e parecchi;
- se non sei una macchina senza emozioni ogni singolo esame ti segnerà fisicamente aggiungendoti un capello bianco in testa;
- non tutte le materie sono interessanti, alcuni mattoni diventeranno il tuo peggior incubo;
- non tutti i lavori necessitano di una laurea, sei proprio sicuro di voler fare il giornalista, il dottore o l'ingegnere areospaziale nella vita? gestire un negozietto di periferia è molto più rilassante...;
- qualunque lavoro trovi dovrai farti una gavetta mal pagata infinita. laurea o non laurea. magari se inizi a lavorare a 20 anni (compresi due anni sabbatici o universitari in cui ti rendi conto che non fa per te) a 30 avrai una posizione e un salario decente. da laureato potresti comunque lavorare in un call center fino a 40 anni;
- ti farai una famiglia più tardi. questo è un dato di fatto. e probabilmente ci metterai di più a anche a diventare indipendente;
- pagherai le tasse sulla base del reddito dei tuoi genitori fino a che non sarai residente per i fatti tuoi da almeno 2 anni;
- scrivere la tesi è stressante;
- discutere la tesi è stressante;
- l'euforia dell'essersi laureato dura si e no un paio di giorni, se va bene una settimana, cioè il tempo di scaricare l'adrenalina;
- sperimentare la depressione post-laurea è frustrante".

Ecco. se qualcuno mi avesse posto davanti questo semplice schemino 10 anni fa magari ci avrei pensato un attimo prima di dire "se non mi laureo non combinerò nulla nella vita, per cui mi tocca."

Quante vaccate.

Va beh. ormai è fatta. (ah... evviva...) e ora ho 30 anni (ok quasi... quisquilie).
ho questo pezzetto di carta inutile in mano e zero voglia di rimettermi seriamente a cercare un lavoro. sarà soprattutto che mi manca la convinzione per farlo perchè ancora non so cosa voglio fare nella vita!
la geografa? non è un mestiere che esiste veramente (se non hai svariati milioni a disposizione)
la meteorologa? e se poi sbaglio e i camperisti annaquati mi si aizzano contro?
l'insegnante? ma de che? a parte che con la mia pazienza verrei denunciata un giorno si e l'altro pure...
la giocatrice di quiz a premi in tv? (beh per quello almeno la mia cultura media sarebbe sufficiente... i quiz de "L'eredità" della settimana scorsa li sapevo tutti)
la pasticcera? e se dopo due mesi di laboratorio mi accorgo che anche fare 20 torte diverse al giorno è stressante? e poi ho davvero buttato 10 anni di studio per fare la pasticcera? (e qui si torna al manualetto sopracitato)
la segretaria triste in ufficio dalla dubbia integrità morale?

Ho qui davanti il mio bel curriculum aggiornato con la dicitura "laureata" e il faccione sorridente che implora un'assunzione almeno a tempo determinato e non so neanche davvero a chi lo voglio mandare... l'unica cosa di cui sono sicura è che NON voglio continuare a crescere i figli degli altri.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

intanto lascia che ti faccia le congrats, visto che in maniera infame ho latitato per troppo tempo!

Coraggio, ci sono passato un anno fa, ma giusto ieri ho trovato un lavoro con prospettiva interessante. Nonostante la crisi. Credici!

w.

amicamica ha detto...

quindi devo aspettare un anno?

Evy ha detto...

Ciao!"!!!
Io ci ho messo un sacco di anni a pensare su tutte quelle cose che descrivi qui! Imagina quaderni e quaderni strapieni di considerazioni di questa vena!! E proprio bello vedere qualcun' altro battersi con questi problemi cioe non bello, ma mi ricorda tutta questa sceneggiatura.
Sei stata bravissima a laurearti. So dalle mie esperienze che in lon laurearsi vuol dire una vita cosi difficile che fa sembrare piu gentile il laurearsi!!!!!!!!!!!!!!
Un modo di laurearsi nel non-essere-laureati!
Ti ringrazio!
Non ho ancora studiato dove scriverti, ma insomma al momento sto studiando ogni giorno intorno all' allevamento, e con il computer, allora forse ci arrivo