28 maggio 2010

Il MIO preferito

Ieri, parlando di preferenze, stavo pensando a quanto sia contingente la scelta delle cose che ci piacciono di più.
Spesso, il fatto di legarsi a un autore, a un libro, a un gruppo musicale, a un film, a un cibo o a un luogo dipende non solo dal (s)oggetto in sè, ma anche dal luogo, dal momento e da chi condivide con noi certe esperienze.
Credo che tanti miei "preferiti" siano stati condizionati dalla situazione in cui li vivevo e giudicavo. Credo che molto dipenda anche dall'età e dal periodo storico della mia vita in cui li stavo vivendo al loro apice. A posteriori poi, quando l'emozione del momento (o del periodo) si esaurisce mi attacco a quella determinata cosa come a un ricordo che mi ha fatta stare bene e in quel momento realizzo che è entrata nella mia top ten o addirittura è diventata LA preferita. Una questione puramente sogettiva, e neanche soggettivamente assoluta, ma solo relativa ad un certo spazio/tempo. Però ormai sta lì, scolpita nel cuore e, escluse eventuali delusioni successive, niente potrà più cancellarla dallo spazietto che si è conquistata.
Però, se mi si chiede di spiegare razionalmente la mia preferenza verso quello o quell'altro, mi rendo conto di non avere valide argomentazioni che possano far capire a qualcun altro, che non ha vissuto con me il momento in cui mi ci sono affezionata, perchè qualcosa sia così bello per me. A livello assoluto, probabilmente, non ha davvero ragione di essere così osannato e molte altre cose, persone o luoghi, a parere di qualcun altro, hanno pari o addirittura maggiore dignità.
Ecco che allora noto, se penso a tutte le mie preferenze, nei vari campi, che nessuna di esse rappresenta una vera e propria eccellenza. In teoria, la cosa che ci piace di più dovrebbe essere quella che a nostro parere rappresenta il meglio in quel campo, ma nella realtà difficilmente avviene. Se penso alla cucina, per esempio, un piatto estremamente elaborato con un gusto particolare e raffinato, magari pure bello a vedersi, innegabilmente verrà apprezzato da molti... ma rappresenterà mai il piatto preferito di qualcuno?
Per me una preferenza va verso qualcosa che racchiude bellezza (o bontà) e semplicità allo stesso tempo.
In Chocolat, uno splendido Johnny Depp fa impazzire un'improbabile Juliette Binoche nella ricerca del cioccolatino perfetto. Ne assaggia diversi di tutti i tipi e ai gusti più strambi, ma alla fine ammette che è la semplice cioccolata calda (bella densa, spero!) che preferisce. Penso proprio di essere d'accordo con Johnny al riguardo.
Ecco come allora mi ritrovo a classificare tra i miei preferiti Saltatempo, anche se ho letto libri indubbiamente migliori da un punto di vista stilistico. Ma nessun altro libro mi ha fatto mai ridere, commuovere, immedesimare, frustrare, riflettere e coinvolgermi allo stesso modo. Harry ti presento Sally è un film che mi affascina ogni volta che lo vedo e lo ritengo il mio preferito... ma di certo non fa parte neanche dei 100 miglior film mai diretti! E ce ne sono tanti di film che ho apprezzato tantissimo... ma nessuno altro mi è rimasto nel cuore così. Perchè? Forse perchè la prima volta che l'ho visto sognavo che il mio migliore amico fosse anche l'uomo della mia vita e, nostante i miei sentimenti siano completamente cambiati nel corso di questi 10 (15?) anni, quella piacevole sensazione si ripresenta ogni volta che lo rivedo. I Pearl Jam? Ai loro concerti mi trasformo in una ragazzina sfegatata che urla disperata il nome di Eddie Vedder come se fosse un idolo... e ci sono decine di musicisti tecnicamente migliori, ma non potranno mai prendere il loro posto sul mio podio personale.
In qualsiasi campo posso pensare al mio preferito, senza alcun dubbio. Sta lì, consolidato, comodamente adagiato su degli allori pieni di polvere e ragnatele che si sono formate nel corso di anni o addirittura decenni in alcuni casi.
Se oggi dovessi fare piazza pulita e ristabilire con razionalità (relativa ovviamente e nuovamente contingente ad un nuovo spazio/tempo della mia vita) la hall of fame dei miei gusti tutto cambierebbe. Ma proprio tutto. Ma perchè cancellare tante piccole Madeleine che ci aiutano a mantenere il sorriso quando serve?

1 commento:

Tommi ha detto...

Sono perfettamente d'accordo. Mantenere "i preferiti" solo per questioni stilistiche e razionali è tremendo - A meno che, ovviamente, alla ricerca stilistica e razionale non siano legate emozioni profonde.

Voglio dire, i gusti si formano attraverso le esperienze, e le esperienze sono piene di emozioni: sono quelle a colorare la vita e a permetterci di apprezzare qualcosa!