18 gennaio 2008

Realtà virtuale

E' venerdì sera e dovevo essere ad una cena... invece sono sdraiata a letto con un gran mal di stomaco. Il gattino bianco dorme qui vicino a me. Non capisco mai se vuole farmi compagnia o se cerca lui la mia. Guardo un film... saltello da un sito all'altro... online non c'è nessuno... certo... è venerdì. E allora parlerò un po' a me stessa.

Quanti anni sono che la mia vita è legata ad un percorso virtuale? anni... che sembrano secoli. Sono successe tante cose dal 1999.. perché alla fine quello che ero prima era solo una ragazzina spaesata, appena uscita dal liceo che nella vita non aveva scelto ancora nulla o quasi.
Poi l'America e il bisogno di restare in contatto con i vecchi amici, ma allo stesso tempo un mondo che si apre di fronte a me. Gente di tutti i tipi che si incontra per pochi minuti, scambia due parole a qualsiasi ora del giorno e della notte e crea nuovi legami. Amicizie, sentimenti, opinioni, racconti, conoscenze... è così strano vedere queste cose passare attraverso uno schermo.
Quando ci rifletto su mi pare davvero assurdo, ma attraverso schermi, cavi, reti... si possono trasmettere delle emozioni. Vere emozioni. Come se l'interlocutore fosse davanti a me e ci interagissi fisicamente con gesti, espressioni, movimenti. A volte mi ha spaventato. Eppure a quanti capita di ridere, scherzare, arrabbiarsi o intristirsi davanti a questo freddo schermo? Ora che è diventato così facile anche scambiare suoni e immagini sembra tutto ancora più realistico, più palpabile, più vero.
E in fondo non si può dimenticare che dietro ad ogni frase scritta esiste una persona, per quanto possa cercare di nascondersi.

All'inizio è un vortice. Ti trascina e, come nell'occhio del ciclone, non ti rendi davvero conto di quello che ti sta capitando. Se non stai attento in men che non si dica ti ritrovi imprigionato dentro lo schermo... dall'altra parte dello specchio.
La sensazione più brutta è quando capisci dove sei, dove sei arrivato più o meno involontariamente e batti contro lo schermo vedendo la tua stanza vuota... che non osservavi più da una vita. Ti prende un senso di claustrofobia. Ti senti soffocare ed uscirne da soli non è per niente facile. Non so quanta differenza possa esserci tra questo e l'assuefazione ad una droga. E' il nuovo malessere invisibile. qualcosa che ti attrae e ti affascina per poi lasciarti cadere in un baratro. E te ne rendi davvero conto solo quando rimani irrimediabilmente solo. Con te stesso, con i tuoi limiti, le tue insicurezze e le tue paure. Con un pugno di mosche.

Pessima sensazione. Ma interessante esperienza. Mi ha temprata in qualche modo.

Poi ci si incontra. Due mondi che convergono e si intersecano fino a staccarsi di nuovo e lasciarti dove vuoi stare veramente. Dove stai bene, dove sei completo e realmente appagato.

Oggi sono dall'altra parte. Dalla parte giusta dello schermo. Dalla parte giusta della realtà. E guardo altre persone, altre parole che stanno vivendo la propria realtà virtuale con passione e determinazione... e penso che se tirassero fuori le stesse energie da questa parte, vivremmo in un posto leggermente migliore. Penso a quello che ho vissuto io e non riesco a considerarlo un errore, perché diversamente oggi non sarei qui dove sono, non sarei così come sono. Ma non ne sono completamente contenta. Mi rendo conto che spesso e volentieri, tristemente, quello che viviamo quotidianamente ci attraversa la strada dietro ad un velo di indifferenza, mentre quello che capita dentro lo schermo a volte sembra più interessante, più grave, più importante, più divertente, più piacevole, più emozionante... ma da cosa viene tutto questo se non da quello che siamo veramente?

Non va bene così, non può esserlo perché le persone che ho intorno e che mi vogliono bene possono darmi così tanto di più. E di questo sono felice. Solo ed esclusivamente di questo. La virtualità non può essere altro che un passatempo. Ci sono cose che valgono la pena di essere vissute e altre meno. Tutto quello che scriviamo non si può paragonare a quello che affrontiamo davvero. Come una volta mi ha detto un'amica "la vita ha più fantasia di noi".

2 commenti:

Emerald Dragonfly ha detto...

Ricordo una piacevole serata in cui parlammo di chat e simili. io da totale impreparata e tu da espertissima.
Mi ha stupito un po' leggere questo tuo "pezzo di diario"! ma concordo con te, nonostante continui a mancarmi una bella esperienza di scambi virtuali e avendo conosciuto tante persone speciali con trascorsi extremely www!!
Credo davvero che la realtà abbia spesso una fantasia paurosa. a volte in senso positivo e a volte meno; ma la vita si guarda si ascolta si tocca, ci si brucia magari ma è doveroso trovare la forza e il coraggio di "agirla". e lasciare il mondo meglio di come lo abbiamo trovato.

Tessa ha detto...

Mentre leggevo il tuo post, sembrava che fossi io stessa a scrivere, io stessa a pensare le stesse identiche cose. L'anno in cui ho cominciato nella jungla virtuale è stato proprio il 1999, con qualche sprazzo iniziale nel 1998 e non riesco nemmeno a quantificare e a rendere in parole tutte le emozioni che ho vissuto in questi anni. C'è stato un periodo in cui mi sentivo intrappolata. Intrappolata in una identità che forse non era la mia ma ero me stessa riflessa in un monitor, quella me stessa così lontana dalla realtà e da quella che sono oggi.

E' servito scontrarmi con quella realtà, sbatterci violentemente la testa, pagarne le conseguenze. Il virtuale ora ha tutto un altro significato. Ora è un passatempo, una piacevole parentesi tra un tè o una sigaretta.